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Glass Hostaria (Trastevere) VOTO: 7-/10 PDF Print
(4 votes, average 3.75 out of 5)
Written by Nicolò   
Saturday, 01 September 2012 14:39

 

Il giorno del mio compleanno, come ormai tradizione, andiamo a festeggiare il lieto evento in un ristorante di qualità romano. Una buona occasione per provare uno dei templi della cucina di Roma a spese di Gianni (mio papà).

Quest'anno abbiamo (ho) scelto Glass Hostaria. Un ristorante che non ha bisogno di presentazioni.

C'erano troppi aspetti ad incuriosirmi: un locale stellato a Trastevere, una delle poche chef donna in Italia a ricevere il prestigioso riconoscimento, infine il percorso di Cristina Bowerman, laureata in legge che decide di dedicare la sua vita al buon cibo, lasciando senza rimpianti la strada zeppa di codici che aveva intrapreso.

 



E, con la mia laurea in giurisprudenza, sempre indeciso de fare il grande salto in una cucina, non potevo che ammirare la scelta di vita che forse io non avrò mai il coraggio di fare.

Di Glass Hostaria ci sono tante cose che mi sono piaciute. Innanzitutto l'occhio viene totalmente soddisfatto da un'estetica sempre molto riuscita, merito di un'architettura moderna tutta vetro, ferro e luci perfettamente posizionate. Bello il parquet caldo che contrasta con le sedie moderne e i piatti di ardesia. Anche  le pietanze godono di una notevole presentazione, sempre molto riuscita.

 


 

 

Poi il servizio molto presente e cortese, mai assillante. I camerieri elencano con passione e capacità i piatti e si coordinano alla grande con la cucina. Nell'insieme è un ristorante stellato che ha un'atmosfera da stellato per capacità del personale ed eleganza, ma che mette totalmente a proprio agio. Si tratta di un lusso diverso da quello che un tempo si cercava in un ristorante di qualità, qui a stupire non ci sono candelabri d'argento, bicchieri di cristallo e camerieri con guanti bianchi, ma un eleganza moderna, a volte spoglia, ma a mio avviso totalmente riuscita.

La cucina proposta da Cristina Bowerman è creativa, con accostamenti che non possono non essere influenzati dalla carriera internazionale della Chef. Spazio quindi alla cucina italiana in versione fusion. Largo a ingredienti da noi poco utilizzati, come il latte di cocco, il chorizo o il wasabi, solo per citarne qualcuno. La ricerca del nuovo sapore certe volte funziona, altre meno.

Si può ordinare alla carta (primi piatti intorno ai 20-25 euro, secondi intorno ai 30-38) oppure seguire una degustazione da 65 o 90 euro a seconda del numero delle portate. Per una questione di organizzazione della cucina, la degustazione deve essere scelta da tutto il tavolo.

Non essendo interessati ad alcune delle proposte del menu degustazione propendiamo per ordinare alla carta.

La cena comincia con dell'ottimo pane e con un benvenuto dalla cucina che subito ci immerge nel clima creativo dei piatti proposti (guardate i pop corn nella foto!).

 



Ci sono piaciuti molto i primi piatti, in modo particolare i ravioli al parmigiano stagionato accompagnati con una salsa di asparagi (22 euro) e i ravioli di foie gras con gli amaretti. Entrambi veramente riusciti. Una menzione particolare merita sicuramente la pasta fatta in casa, di un giallo vivissimo, sottile come raramente mi era capitato di trovare.


 

 


 

Per quanto riguarda i secondi piatti, sfortunatamente, non possiamo dire di esserci trovati altrettanto bene. A parte un agnello frollato con saggezza e dalla cottura ineccepibile, quando siamo andati su una proposta creativa non ne siamo usciti pienamente soddisfatti (pollo con frutti di mare e pesce bianco con latte di cocco, verdure e curry).

 



Per i più coraggiosi vengono proposti alcuni piatti del quinto quarto come i fegatini o il cuore di vitella.

Come dolce abbiamo scelto la zuppetta con il gelato al baileys (12). Sinceramente un po' deludente. A chiudere però la serata, facendoci dimenticare rapidamente la perplessità suscitata dal dolce, è arrivata una fantastica carrellata di mini pasticceria offerta dalla cucina. Deliziosa e bellissima. 

 



Gli appassionati di vino potranno spendere l'intera serata a leggere l'enorme lista dei vini.

Nel complesso siamo usciti da Glass hostaria un pochino insoddisfatti. Forse con l'impressione che il ristorante sia leggermente sopravvalutato, anche se si percepisce  facilmente la passione e la professionalità di chi ci lavora e il prezzo della serata - considerata la stella - non ci è sembrato eccessivo. Ma devo dire la verità, leggendo le recensioni su internet, mi sono accorto che forse siamo gli unici a non esserne usciti estasiati. 

Il voto, non altissimo, come ogni voto di una persona influenzabile quale io sono, risente delle elevate aspettative, non totalmente soddisfatte.


Glass Hostaria

SERVIZIO: gentile, professionale, mai invadente

PARCHEGGIO: si tratta di un'area pedonale. Parcheggiate su lungotevere (se trovate posto!)

PREZZO: 65-100 euro

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì a pranzo

TELEFONO: 06 58335903 

INDIRIZZO: Vicolo del cinque 58 - Roma

BAGNO: Pulito e bello come tutto il locale

POSITIVO: servizio puntuale, sorridente e non assillante, la passione di chi lavora in questo locale, l'estetica e la piccola sala, la pasta fatta in casa.

NEGATIVO: non tutti i piatti ci hanno convinto pienamente, la voglia di stupire non sempre trova lo sbocco giusto (ovviamente si tratta del mio soggettivo giudizio).

PIATTO DA NON PERDERE: ravioli di parmigiano

 



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Last Updated on Friday, 07 September 2012 21:02